La Pieve di San Pancrazio è uno dei monumenti romanici più antichi e meglio conservati della Lombardia. Il nome Pieve deriva da plebs, plebe, poiché venne edificata sui resti di un tempio pagano, dedicato al culto di Pan o di Minerva, per i contadini e pastori della zona. La costruzione risale al V-VI secolo d.C., con orientamento verso Oriente, per permettere ai fedeli di rivolgersi in preghiera al luogo dal quale veniva la luce di Cristo.
Subì diverse modifiche fino al 1693, quando l’attuale campanile con cuspide ottagonale sostituì quello originale romanico.

La chiesa presenta una pianta longitudinale, divisa in tre navate da pilastri cruciformi e colonne, alcune delle quali sormontanti capitelli paleocristiani. Gli affreschi che decorano le tre navate e l’abside vanno dal XIV al XVI secolo e sono opera degli artisti Paolo da Caylina il Giovane, Callisto Piazza (Sacra Conversazione, 1524)  e della Scuola Riminese.
Famoso è inoltre l’affresco di Girolamo Romanino posto sotto l’arco trionfale, raffigurante San Pancrazio a Cavallo del 1520.

Le murature sono realizzate in pietra di Botticino e le figure rappresentate sono databili all’epoca romana del II-III secolo d.C.

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